Nato a Eboli dall’intuizione di Carlo Gargiulo e Angela Caliendo, l’Amaro Don Carlo è un liquore artigianale composto per il 60% da mallo di noce, arricchito da un mix di erbe e spezie selezionate. Il suo viaggio non conosce confini: da anni porta in Italia e all’estero i sapori autentici della Campania, raccontando qualità e legame con il territorio.
Il riconoscimento al WineHunter Spirits Award
Dopo numerosi riconoscimenti, l’ultimo successo è arrivato a Merano, dove l’Amaro Don Carlo ha conquistato il WineHunter Spirits Award 2025 nella categoria distillati e liquori. Il premio, che da oltre trent’anni certifica l’eccellenza del settore wine, food, spirits e birra, ha visto la partecipazione di oltre 250 etichette, valutate da commissioni di assaggio composte da enologi, giornalisti e sommelier.
Per i titolari della storica Enoteca Gargiulo di Eboli, attiva dal 1994, si tratta di una soddisfazione che premia anni di dedizione e passione.
Una cena d’autore a Eboli
Dopo la tappa altoatesina, l’Amaro Don Carlo è stato protagonista di una cena d’autore a quattro mani al ristorante Cantina Segreta di Eboli. Ai fornelli si sono incontrati lo chef resident Andrea Nanna e lo chef Gaetano Marinacciodel ristorante “La Cucina non il solito ristorante” di Rho (MI).
Il percorso degustativo si è aperto con Don Carlo in un sol boccone, una sfera di gelatina di amaro che ha introdotto i piatti successivi. Tra gli antipasti, lo chef Nanna ha utilizzato l’Amaro Don Carlo insieme al liquore Strega per marinare il foie gras, reinterpretando un classico del maestro Fabio Iacovone in chiave campana.
Il ruolo dell’amaro nei dessert
Non solo nei piatti salati: gli Amari Gargiulo Coloniali hanno avuto un ruolo centrale anche nel fine pasto. L’Amaro Don Carlo Chocolate è stato abbinato alla tradizionale melanzana al cioccolato della Costiera Amalfitana, mentre la versione classica e il Donna Rosalba (a base di rucola IGP della Piana del Sele) hanno accompagnato un assortimento di petit four: bignè craquelin, cantucci al cioccolato, cioccolatini con arachidi e caramello, e gelée al lampone.
Territorio, inclusione e tradizione
La serata ha valorizzato anche l’aspetto sociale grazie al Pane del Forno di Vincenzo, realizzato con grani antichi moliti a pietra in un progetto che coinvolge ragazzi con disabilità e fragilità.
Questa esperienza ha mostrato la versatilità dell’Amaro Don Carlo, capace di arricchire i piatti di alta cucina con profondità e note aromatiche, mantenendo sempre forte il legame con le radici campane e con i valori di comunità.
