Piatti tipici del Veneto a gennaio: radicchio e polenta

Fuori c’è nebbia, il fiato si vede nell’aria e le mani cercano una tazza calda. Gennaio in Veneto è così: silenzioso, brumoso, ma pieno di profumi che salgono dalle cucine. Il mese giusto per scoprire piatti tipici del Veneto, tra radicchio tardivo, polenta, baccalà e sagre che tengono accesa la comunità quando le giornate sono più corte.

Gennaio in Veneto: tra mercati e radicchio

Prova a immaginarti una domenica mattina a Treviso: la nebbia bassa, i banchi del mercato che si accendono di rosso. Il Radicchio Rosso di Treviso IGP, soprattutto il tipo tardivo, domina i banconi: foglie affusolate, costa bianca, rosso intenso e quel gusto amarognolo che in bocca diventa quasi dolce.

Non è solo un ortaggio: è un simbolo. Da anni la rassegna “Fiori d’Inverno” raccoglie mostre mercato e sagre dedicate ai radicchi IGP tra Treviso e Venezia, con eventi che a gennaio portano migliaia di persone nei paesi della Marca.

Nel 2025, ad esempio, a Dosson di Casier si è tenuta la 38ª Festa del Radicchio Rosso di Treviso IGP, dal 24 gennaio al 9 febbraio: stand gastronomici, menù a tema, piatti creativi con il “fiore che si mangia” e un intero paese in movimento attorno a un prodotto di stagione.

In altre località, come Mirano, le amministrazioni ricordano che i produttori lavorano tutto l’anno, “affrontando gli effetti dei cambiamenti climatici”, per portare radicchio sano e bello sulle nostre tavole. Ed è qui che entra in gioco la tua curiosità: cosa puoi cucinare, concretamente, con questi prodotti quando pensi alla cucina veneta di gennaio?

Cucina veneta invernale: radicchio protagonista a gennaio

A gennaio il radicchio tardivo è nel suo momento migliore: disponibile da gennaio ad aprile, con foglie allungate rosso bordeaux, nervature bianche evidenti, sapore più dolce e croccante rispetto al precoce. È l’ingrediente perfetto per tante ricette con radicchio tipicamente venete.

1) Risotto al radicchio rosso di Treviso (4 persone)

Il risotto al radicchio è un classico della cucina veneta invernale: semplice, cremoso, confortante.

  • Tempo: 35–40 minuti
  • Difficoltà: facile

Ingredienti

  • 320 g di riso Carnaroli o Vialone Nano
  • 2 cespi di Radicchio Rosso di Treviso IGP tardivo
  • 1 scalogno o piccola cipolla bianca
  • 40 g di burro + 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco veneto (Soave o simile)
  • Brodo vegetale caldo (circa 1 l)
  • 40–50 g di formaggio grattugiato (Grana Padano o Asiago)
  • Sale e pepe nero q.b.

Procedimento step-by-step

  1. Monda il radicchio, elimina la base più dura, lava e taglia a striscioline sottili.
  2. Trita lo scalogno, fallo appassire in casseruola con olio e una noce di burro, a fuoco dolce.
  3. Aggiungi metà del radicchio e lascialo stufare 3–4 minuti, mescolando.
  4. Unisci il riso, tostalo 1–2 minuti finché diventa lucido, sfuma con il vino bianco e lascia evaporare.
  5. Aggiungi il brodo poco alla volta, mescolando di tanto in tanto; dopo circa 10 minuti unisci il radicchio rimasto.
  6. Porta a cottura (16–18 minuti totali), togli dal fuoco, manteca con il burro rimasto e il formaggio.
  7. Regola di sale e pepe, lascia riposare 1 minuto e servi all’onda.

Curiosità: perché il radicchio è il “fiore d’inverno”

Il Radicchio Rosso di Treviso tardivo IGP viene raccolto solo dopo almeno due brinate. Poi i cespi, ancora con la radice, vengono messi in acqua di falda a 12–15 °C per l’imbianchimento, che rende le foglie più tenere e meno amare.

2) Polenta con radicchio e formaggio filante (4 persone)

Se ami i piatti con polenta, questo è un abbraccio caldo tipico delle sere di gennaio: crosta di polenta, radicchio stufato e formaggio veneto che fila. Ricorda le tante preparazioni in cui polenta e radicchio vanno a braccetto nelle tavole contadine.

  • Tempo: 45 minuti
  • Difficoltà: facile

Ingredienti

  • 300 g di farina di mais per polenta (istantanea se vuoi accorciare i tempi)
  • 1,2 l di acqua
  • Sale grosso q.b.
  • 2 cespi di radicchio tardivo di Treviso
  • 1 scalogno
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 150–200 g di formaggio Asiago o formaggio di malga a pasta filata
  • Un cucchiaio di aceto (meglio se di vino bianco)
  • Pepe nero q.b.

Procedimento

  1. Prepara la polenta portando a ebollizione l’acqua salata. Versa la farina a pioggia, mescola e cuoci secondo le indicazioni (più a lungo per farina tradizionale).
  2. Quando è densa, stendila in una teglia leggermente unta a circa 2 cm di spessore. Lascia intiepidire.
  3. Nel frattempo, affetta lo scalogno, fallo rosolare in padella con l’olio. Aggiungi il radicchio a strisce, sala leggermente, cuoci 5–6 minuti.
  4. Sfumalo con l’aceto, lascia evaporare e completa la cottura finché è morbido ma ancora croccante.
  5. Taglia la polenta in fette o quadrati, alterna in teglia strati di polenta, radicchio e formaggio a cubetti.
  6. Inforna a 190 °C per 10–15 minuti, finché il formaggio è fuso e la superficie leggermente gratinata.
  7. Servi caldo, con una macinata di pepe e, se vuoi, qualche gheriglio di noce.

Polenta, baccalà e comfort food veneto

La cucina veneta di gennaio non è solo radicchio. Quando il freddo entra nelle ossa, arrivano in tavola piatti lenti e profondi: polenta con carni in umido, poenta e osei nella tradizione vicentina, bolliti con pearà e soprattutto il baccalà alla vicentina servito con polenta fumante.

3) Baccalà alla vicentina con polenta (4 persone)

È uno dei piatti tipici del Veneto più rappresentativi: stoccafisso ammollato cotto a lungo con cipolle, sarde sotto sale, latte e olio, secondo una tradizione che nasce dal legame storico tra il Veneto e i mari del Nord.

  • Tempo: ammollo 2–3 giorni + 4 ore di cottura
  • Difficoltà: media

Ingredienti

  • 1 kg di stoccafisso già ammollato e ben battuto
  • 250–300 g di cipolle bianche
  • 3–4 sarde sotto sale (o acciughe sotto sale, dissalate)
  • 500 ml di latte intero
  • 300 ml circa di olio extravergine d’oliva
  • 50 g di formaggio grattugiato
  • Farina 00 q.b.
  • Prezzemolo tritato, sale e pepe q.b.
  • Polenta gialla per accompagnare

Procedimento semplificato

  1. Se non è già ammollato, metti lo stoccafisso a bagno in acqua fredda per 2–3 giorni, cambiando spesso l’acqua.
  2. Pulisci il pesce eliminando pelle e lische, poi taglialo in pezzi regolari.
  3. Affetta finemente le cipolle e falle appassire a fuoco dolce con un po’ d’olio; unisci le sarde dissalate e tritate, lascia sciogliere.
  4. Farci i pezzi di stoccafisso con una parte del soffritto, spolvera con farina e formaggio.
  5. Sistema i pezzi in una casseruola ampia, a strati, coprendo con il soffritto rimasto.
  6. Versa il latte e poi l’olio fino a quasi coprire il pesce. Aggiusta di sale e pepe.
  7. Cuoci coperto a fuoco bassissimo per circa 4 ore, muovendo ogni tanto la pentola senza mescolare: il baccalà deve “pipare”, cioè sobbollire piano.
  8. Servi il baccalà morbido e cremoso, con polenta calda tagliata a fette.
Piatti con polenta tipici di gennaio (esempi)
Piatto Momento ideale Sensazione in tavola
Baccalà alla vicentina con polenta Cene lente del weekend Cremosità, calore, racconti di viaggio
Polenta con radicchio e formaggio Serata feriale veloce ma “coccolosa” Comfort semplice, sapore di casa
Bollito con pearà e polenta Pranzi della domenica Senso di famiglia e tradizione

Consiglio dello “chef di casa”

Se prepari il baccalà alla vicentina il giorno prima e lo scaldi dolcemente, spesso è ancora più buono: i sapori si fondono e la salsa diventa più avvolgente. Molti ristoranti veneti lo servono così nei mesi più freddi.

Vini veneti d’inverno: cosa abbinare ai piatti tipici

L’inverno veneto non è solo piatto, è anche bicchiere. Per un vero viaggio nella cucina veneta di gennaio serve scegliere vini veneti d’inverno adatti a piatti strutturati e saporiti. Tra i rossi trovi Raboso, Valpolicella, Amarone; tra i bianchi, Soave e altri vini minerali della regione.

  • Risotto al radicchio: prova un Soave Classico o un bianco veneto sapido, che regge l’amaro del radicchio e la mantecatura.
  • Baccalà alla vicentina: tradizionalmente si abbina a bianchi eleganti e minerali; anche un Soave o un bianco dei Colli Berici funziona benissimo.
  • Polenta con formaggi e piatti più ricchi: un Raboso IGT, dal colore rosso intenso e dal sorso fresco e deciso, accompagna bene la grassezza dei condimenti.
  • Bollito con pearà: il pepe e il midollo chiedono un rosso veronese importante, come Valpolicella Superiore o Amarone nelle grandi occasioni.

Sagre del Veneto a gennaio: dove assaggiare questi piatti

Se ti stai chiedendo dove vivere dal vivo questi sapori, le sagre sono la risposta. In pochi weekend puoi toccare con mano il legame tra prodotto, territorio e comunità.

  • Preganziol – Mostra Mercato del Radicchio Rosso di Treviso IGP: nell’ambito di “Fiori d’Inverno”, a gennaio si tiene una storica mostra mercato con produttori e stand gastronomici che valorizzano il radicchio tardivo.
  • Mirano – Festa del Radicchio IGP e dei Sapori della Tradizione Veneta: nel 2025 si è svolta il 12 gennaio, coinvolgendo produttori, studenti e associazioni locali per raccontare il radicchio come identità cittadina.
  • Zero Branco – Mostra del Radicchio Rosso tardivo di Treviso IGP: appuntamento di gennaio che unisce mostra mercato, eventi divulgativi e degustazioni nel cuore della zona di produzione.
  • Dosson di Casier – Festa del Radicchio Rosso di Treviso IGP: dal 24 gennaio al 9 febbraio 2025, piatti tipici e menù creativi con il radicchio come assoluto protagonista.

In questi contesti il cibo diventa racconto sociale: il radicchio parla di acqua di risorgiva, di brinate, di lavoro manuale, ma anche di fiere che resistono nonostante i cambiamenti del clima e del mercato. Non è solo “cosa mangi”, ma “da dove arriva” e “chi ci sta dietro”.

Se vuoi prepararti al viaggio, può esserti utile rileggere anche la guida su cosa mangiare in Veneto a dicembre: ti aiuta a costruire un percorso continuo tra feste di fine anno e gennaio in osteria.

Domande frequenti sui piatti tipici del Veneto a gennaio

Quali sono i principali piatti tipici del Veneto a gennaio?

Tra i piatti tipici del Veneto a gennaio spiccano risotto al radicchio tardivo di Treviso IGP, polenta con radicchio e formaggi, baccalà alla vicentina con polenta, bollito con pearà e piatti contadini a base di polenta.

Cosa distingue la cucina veneta a gennaio rispetto a dicembre?

A gennaio la cucina veneta invernale punta ancora di più su radicchio tardivo al top della stagione, zuppe e piatti di recupero dopo le feste. Meno dolci natalizi, più comfort food quotidiano e piatti da osteria.

Quali ricette con radicchio provare in inverno?

Le ricette con radicchio classiche sono risotto al radicchio, polenta con radicchio e formaggio, radicchio alla griglia o al forno, torte salate. A gennaio il tardivo è ideale anche crudo in insalata con noci e formaggi veneti.

Quali piatti con polenta sono tipici in Veneto a gennaio?

I piatti con polenta tipici includono baccalà alla vicentina con polenta, polenta e formaggi di malga, polenta con radicchio e salsiccia, polenta ad accompagnare bolliti e umidi. Sono piatti lenti, nutrienti e molto conviviali.

Che vini veneti scegliere per i piatti invernali?

Per i vini puoi orientarti su rossi come Raboso e Valpolicella con piatti ricchi, Soave e altri bianchi minerali per baccalà e risotti. L’idea è bilanciare grassezza e sapidità senza coprire i sapori tradizionali.

Ci sono sagre in Veneto a gennaio dedicate al radicchio?

Sì, le principali sagre ruotano attorno al radicchio IGP: mostre mercato a Preganziol e Zero Branco, Festa del Radicchio a Mirano e Festa del Radicchio Rosso di Treviso IGP a Dosson, all’interno della rassegna Fiori d’Inverno.

Porta a casa il tuo gennaio veneto

Arrivati fin qui, forse ti stai già immaginando una scodella di risotto al radicchio, il vapore che sale, una fetta di polenta gialla accanto. C’è un “prima” fatto di curiosità e un “dopo” fatto di gesti concreti: scegliere un mercato, parlare con un produttore, accendere il fuoco sotto una pentola.

Se ti va, usa queste ricette come punto di partenza: personalizzale, adattale alla tua cucina, portale in tavola in una serata di gennaio con chi ami. Racconta nei commenti le tue esperienze in Veneto d’inverno o la tua osteria del cuore: le storie reali aiutano altri viaggiatori e lettori a orientarsi.

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Autore dell'articolo: Nicola D'Auria