Piatti tipici delle Marche a Carnevale

Fuori l’aria punge, in cucina l’olio sfrigola e il profumo di arancia si mescola al miele caldo. Il Carnevale nelle Marche inizia spesso così: un tavolo pieno di impasti, mani infarinate, vassoi che si riempiono di scroccafusi, arancini dolci, cicerchiata, castagnole e sfrappe. Non è solo una questione di gola: ogni dolce racconta un pezzo di territorio, di famiglie e di feste di paese. In questo articolo ti porto tra i piatti delle Marche a Carnevale, con storie, ricette passo-passo, abbinamenti e idee di viaggio per assaggiarli dove sono nati.

 

1. Carnevale nelle Marche: storia, tavola e identità

Nelle Marche il Carnevale si riconosce dal rumore: il “scroc” dei scroccafusi quando li spezzi, il tintinnio delle teglie di cicerchiata appena glassata, il fruscio delle sfrappe che si ammassano sui vassoi, le castagnole che rotolano nello zucchero. In molte zone della regione questi dolci – insieme a arancini dolci marchigiani e ravioli di castagne – sono il cuore della tavola di Carnevale.

La festa non vive solo in casa: sulle piazze arrivano carri e maschere, e a Fano, sul litorale pesarese, il Carnevale è conosciuto come uno dei più antichi d’Italia e come “il più dolce” grazie al tradizionale Getto dei dolciumi, il lancio di caramelle e cioccolatini dai carri allegorici per quintali di dolcezza che piovono sul pubblico.

Nell’entroterra, ad Ascoli Piceno, il Carnevale passa anche da tavola con le celebri Sette Colazioni: una serie di ricchi momenti conviviali dove compaiono specialità salate e dolci, tra cui primi piatti, piatti di carne e preparazioni legate alla festa, come i ravioli “incasciati” e le olive ascolane.

Ogni zona aggiunge un dettaglio: nella fascia maceratese la superstizione accompagna gli scroccafusi, nella zona del Conero la cicerchiata diventa una cupola dorata di miele, nell’Anconetano il legame con la cicerchia – legume presidio Slow Food – spiega persino il nome di uno dei dolci più amati.

2. Dolci di Carnevale marchigiani: scroccafusi, arancini, cicerchiata & co.

2.1 Scroccafusi: i bocconi che “scrocchiano” sotto i denti

Se chiedi a chi è cresciuto nell’entroterra marchigiano quali sono i piatti delle Marche a Carnevale che non possono mancare, gli scroccafusi compaiono quasi sempre per primi. Sono palline o piccoli ciambelloni di impasto a base di farina, uova, zucchero, olio e mistrà (liquore all’anice), prima sbollentati e poi fritti o cotti al forno, spesso rifiniti con miele o alchermes.

Il loro nome richiama proprio il suono secco quando li rompi con le dita o sotto i denti, e in alcune zone si lega a piccole leggende casalinghe legate alla buona riuscita dell’impasto. Sono dolci “rurali”, nati nelle cucine contadine, che oggi trovi anche in versioni artigianali da forno e pasticceria.

2.2 Arancini dolci marchigiani: girelle fritte profumate di agrumi

Gli arancini dolci delle Marche non hanno nulla a che vedere con le famose crocchette di riso siciliane. Qui si parla di girelle di pasta lievitata: una sfoglia morbida, spalmata di burro e zucchero, cosparsa di scorza di arancia, arrotolata a spirale, tagliata a fette e poi fritta o cotta al forno.

Immagina la scena: teglie poggiate sul davanzale, bambini che rubano le girelle ancora tiepide, lo zucchero che scricchiola al primo morso. Sono perfette per la colazione del Martedì Grasso, ma spesso compaiono sui tavoli già nei giorni precedenti, a colazione e a merenda.

2.3 Cicerchiata marchigiana: il Carnevale in forma di corona di miele

La cicerchiata è uno dei dolci di Carnevale più simbolici delle Marche: piccole palline di impasto fritte, unite in un blocco unico da miele caldo, spesso arricchite con mandorle, nocciole e confettini colorati.

Il nome rimanda alla cicerchia, legume tipico marchigiano tutelato da un presidio Slow Food, a cui le palline somigliano per forma. Secondo la zona, la cicerchiata può essere modellata a ciambella, a cupola o a filoncino, ma il risultato è sempre lo stesso: un dolce scenografico da tagliare a fette e condividere.

2.4 Sfrappe, castagnole e ravioli dolci

Accanto ai dolci più “identitari”, nelle Marche il Carnevale porta in tavola anche sfrappe (simili a chiacchiere), castagnole fritte da gustare vuote o ripiene, e ravioli dolci – spesso a base di castagne, cioccolato e liquore – molto diffusi soprattutto nell’area del Piceno.

Sono dolci che cambiano nome e leggermente forma da paese a paese, al punto che qualcuno dice scherzando che il vero Carnevale marchigiano è quello dei nomi: la stessa ricetta può trasformarsi da sfrappa a fichetto, da castagnola a scroccafuso, a seconda del campanile.

3. Ricette di Carnevale marchigiane passo-passo

Qui trovi tre ricette base per portare a casa tua i piatti tipici del Carnevale nelle Marche. Le dosi sono pensate per 6–8 persone, perfette per un vassoio da mettere al centro del tavolo mentre fuori sfilano le maschere.

3.1 Scroccafusi marchigiani

Tempo indicativo: 40 minuti di preparazione + 20 minuti di cottura totale (bollitura + frittura/forno).

Ingredienti

  • 500 g di farina 0
  • 3 uova medie
  • 120 g di zucchero
  • 40 g di olio extravergine d’oliva delicato
  • 1 bicchierino di mistrà o altro liquore all’anice
  • scorza grattugiata di 1 limone non trattato
  • 8 g di lievito in polvere per dolci
  • olio di semi o strutto per friggere (oppure teglia unta per la versione al forno)
  • miele o alchermes e zucchero a velo per rifinire

Preparazione

  1. In una ciotola mescola farina, zucchero e lievito. Aggiungi le uova, l’olio, il mistrà e la scorza di limone, impastando fino a ottenere un composto morbido ma non appiccicoso.
  2. Dividi l’impasto in filoncini e ricava piccole palline grandi poco più di una nocciola. Passale rapidamente tra le mani per arrotondarle.
  3. Lessale per pochi minuti in acqua sobbollente finché salgono a galla; scolale con delicatezza e lasciale asciugare su un canovaccio pulito.
  4. Per la versione fritta: tuffa le palline in olio caldo e friggile finché sono dorate. Per la versione al forno: disponile su teglia e cuoci a 180 °C finché diventano leggermente colorite.
  5. Una volta tiepide, passale velocemente nel miele caldo o irrorale con un filo di alchermes e spolvera con zucchero a velo.

3.2 Arancini dolci marchigiani

Tempo indicativo: 30–35 minuti di preparazione + 30 minuti di lievitazione + 15–20 minuti di cottura.

Ingredienti

  • 400 g di farina 0
  • 1 uovo
  • 100 g di zucchero (più 80–100 g per la farcitura)
  • 150 ml di latte tiepido
  • 40 g di burro morbido
  • 15–20 g di lievito di birra (fresco o secco, secondo indicazioni in etichetta)
  • scorza grattugiata di 2 arance non trattate
  • olio di semi per friggere oppure teglia e carta forno per la versione al forno

Preparazione

  1. Sciogli il lievito nel latte tiepido con un cucchiaino di zucchero. In una ciotola unisci farina, zucchero rimasto, uovo, burro morbido e il latte con il lievito, impastando fino a ottenere un panetto liscio.
  2. Copri l’impasto e lascialo lievitare per circa 30 minuti, finché aumenta di volume.
  3. Stendi l’impasto in un rettangolo di circa mezzo centimetro di spessore. Mescola lo zucchero per la farcitura con la scorza d’arancia e distribuiscilo uniformemente sulla superficie.
  4. Arrotola dal lato più lungo formando un salsicciotto stretto e taglia delle girelle spesse circa 2 cm.
  5. Per la versione fritta: friggi le girelle in olio caldo finché sono dorate da entrambi i lati. Per la versione al forno: disponile in teglia leggermente distanziate e cuoci a 180 °C finché risultano gonfie e dorate.
  6. Scola o sforna, lascia intiepidire e completa con altro zucchero, se ti piace.

3.3 Cicerchiata marchigiana

Tempo indicativo: 40 minuti di preparazione + 25–30 minuti tra frittura e assemblaggio.

Ingredienti

  • 380 g di farina 00
  • 3 uova
  • 60 g di zucchero
  • 3 cucchiai di mistrà o altro liquore all’anice
  • 3 cucchiai di olio di semi
  • scorza grattugiata di 1 limone
  • olio di arachide per friggere
  • 250 g di miele
  • 60 g di zucchero per la glassatura
  • mandorle o nocciole tritate e codette colorate a piacere

Preparazione

  1. Impasta farina, uova, zucchero, olio di semi, mistrà e scorza di limone fino a ottenere un composto elastico. Lascia riposare qualche minuto coperto.
  2. Forma dei cordoncini sottili e tagliali a tocchetti piccoli, come chicchi di legume. Passali tra le mani per ottenere palline regolari.
  3. Friggi le palline in olio caldo poche alla volta, scolandole quando sono ben dorate. Falle asciugare su carta assorbente.
  4. In una casseruola scalda il miele con lo zucchero finché è fluido, poi aggiungi le palline fritte e, se vuoi, frutta secca tritata.
  5. Mescola velocemente e rovescia il tutto su un piatto leggermente unto, modellando una ciambella o una cupola con le mani umide. Decora con codette colorate e lascia raffreddare completamente prima di tagliare.

4. Abbinamenti vino, sagre ed eventi da segnare in agenda

I piatti delle Marche a Carnevale si possono vivere a casa ma anche sul territorio, tra feste di paese e bicchieri di vino. Per i dolci, un abbinamento classico è un Verdicchio dei Castelli di Jesi in versione passito o altri vini dolci locali, capaci di accompagnare miele, agrumi e fritture senza coprirne i profumi.

Chi ama i rossi aromatici può guardare al Lacrima di Morro d’Alba, vitigno marchigiano autoctono da cui nasce un vino dal colore rubino e dai profumi di fiori e frutta rossa, interessante con dolci al cioccolato, torte secche o biscotti delle feste.

Se vuoi scoprire altri abbinamenti, su Viaggio e Mangio trovi già diverse guide come quella ai migliori vini bianchi italiani o agli abbinamenti vino e piatti delle feste, utili anche quando pensi al menù di Carnevale.

Per vivere il Carnevale marchigiano sul posto, puoi programmare un weekend tra costa e entroterra. A Fano, il Carnevale con il suo Getto dei dolciumi trasforma il centro storico in una festa dove i dolci tornano protagonisti in modo spettacolare.

Nell’entroterra, località come Sarnano e altre zone montane propongono veri “viaggi golosi” tra sfrappe, scroccafusi, arancini e cicerchiata, come raccontano i siti di promozione turistica regionale che dedicano pagine specifiche ai dolci di Carnevale.

Se ti piace l’idea di un percorso a tappe tra sagre e mercati, puoi dare un’occhiata anche alla guida dedicata agli itinerari gastronomici in Italia per costruire un tuo “tour del Carnevale” tra una regione e l’altra.

5. Domande frequenti sui piatti delle Marche a Carnevale

Quali sono i dolci tipici del Carnevale nelle Marche?

I dolci più rappresentativi sono scroccafusi, arancini dolci marchigiani, cicerchiata, sfrappe, castagnole e ravioli dolci (spesso di castagne). Cambiano leggermente ricetta e nome da zona a zona, ma restano il cuore del Carnevale marchigiano.

Che differenza c’è tra scroccafusi e castagnole?

Entrambi sono bocconi fritti, ma gli scroccafusi marchigiani vengono di solito prima lessati e poi fritti o cotti al forno, sono più croccanti e spesso aromatizzati al mistrà. Le castagnole sono palline di impasto fritte direttamente, più morbide e diffuse in molte regioni italiane.

Gli arancini dolci marchigiani sono uguali agli arancini di riso siciliani?

No: gli arancini dolci delle Marche sono girelle di pasta lievitata, farcite con zucchero e scorza d’arancia, poi fritte o cotte al forno. Gli arancini siciliani sono invece palline o coni di riso ripieni di ragù o altri condimenti salati.

Quale vino abbinare ai dolci di Carnevale marchigiani?

Per cicerchiata, arancini e scroccafusi stanno bene passiti o vini dolci a base Verdicchio o altri bianchi locali. Se in tavola compaiono dolci al cioccolato o dessert più strutturati, puoi provare anche un Lacrima di Morro d’Alba dai profumi intensi.

Dove posso assaggiare i dolci di Carnevale delle Marche?

Li trovi in molte pasticcerie e forni artigianali tra costa ed entroterra. Eventi come il Carnevale di Fano o le feste di paese in località dell’entroterra – ad esempio nell’area dei Sibillini – sono occasioni perfette per assaggiarli in versione tradizionale.

Esistono versioni “leggere” dei dolci di Carnevale marchigiani?

Sì, molte famiglie oggi preparano scroccafusi e arancini dolci al forno invece che fritti, riducendo la quantità di grassi. Puoi anche diminuire leggermente zucchero e porzioni, mantenendo però i profumi tipici di agrumi, miele e anice.

6. Porta il Carnevale marchigiano nella tua cucina

Mettere in tavola i piatti delle Marche a Carnevale significa molto più che friggere qualche dolce: è portare a casa un pezzo di storia quotidiana fatta di vassoi condivisi, di impasti preparati la sera dopo il lavoro, di bambini che aspettano il momento in cui “tocca leccare il cucchiaio”.

Puoi iniziare da una sola ricetta – magari gli scroccafusi o gli arancini dolci – e poi costruire un piccolo menù marchigiano, aggiungendo cicerchiata, qualche dolce di Carnevale di altre regioni (trovi la guida dedicata ai dolci di Carnevale italiani) e un bicchiere di Verdicchio o di un altro vino che ami.

Se ti va, racconta nei commenti su viaggioemangio.com qual è il dolce di Carnevale marchigiano a cui sei più legato o quale ricetta hai provato per prima. Puoi condividere l’articolo con chi ama le Marche, iscriverti alla newsletter per ricevere nuove guide dedicate ai piatti delle feste regionali e salvare questa pagina per il prossimo Carnevale, così avrai già le ricette a portata di mano.

Ogni regione ha il suo modo di vivere la festa, ma il gesto è sempre lo stesso: qualcuno frigge, qualcuno versa il vino, qualcuno ride e aspetta che il vassoio arrivi al suo posto. Il Carnevale marchigiano è questo momento sospeso tra le chiacchiere in cucina e la strada piena di coriandoli – e da oggi puoi portarlo anche a casa tua.

Autore dell'articolo: Nicola D'Auria