Perché il Carnevale in Umbria sa di fritto e miele
La cucina umbra è una cucina schietta, costruita su olio extravergine, legumi, cereali, carne di maiale e una lunga tradizione contadina. Non stupisce che, proprio in inverno, i dolci di Carnevale siano ricchi, fritti e generosi: l’ultimo “eccesso” prima della Quaresima.
Nei paesini dell’Appennino e nelle città d’arte succede ancora una scena semplice: qualcuno porta l’olio nuovo, qualcun altro le uova, un’amica il liquore all’anice, la nonna la ricetta scritta a mano. In poco tempo il tavolo si riempie di piccole palline di impasto che verranno fritte e immerse nel miele.
Sulle tavole di Carnevale trovi soprattutto dolci come strufoli, cicerchiata, castagnole, frappe umbre e la scura crescionda spoletina. Ogni provincia ha il suo accento, ogni famiglia il suo segreto, ma la musica di fondo è sempre la stessa: il rumore dell’impasto che cade nell’olio e il profumo che invade il vicolo.
Dolci umbri di Carnevale da conoscere
Prima di metterci a cucinare, facciamo un giro tra i piatti tipici di Carnevale in Umbria. Così, quando sfoglierai il menù di una taverna di paese o passerai davanti a una pasticceria, saprai già cosa cercare.
Strufoli umbri: il simbolo del Carnevale perugino
Gli strufoli umbri (spesso scritti anche “strufoli”) sono forse il dolce più rappresentativo del Carnevale regionale: palline morbide, profumate di agrumi e liquori, fritte e poi nappate con miele o zucchero e alchermes. La ricetta tradizionale prevede uova, farina, olio extravergine d’oliva, zucchero, mistrà e scorza di limone.
In passato venivano fritti nello strutto e consumati entro la mezzanotte del martedì grasso: dopo, niente più grasso fino a Pasqua. Oggi si frigge quasi sempre in olio di semi, ma il gesto è rimasto lo stesso, ed è un gesto di festa.
Cicerchiata umbra: una ciambella di palline al miele
La cicerchiata umbra è un dolce a base di palline di pasta fritte e unite tra loro dal miele, modellate spesso a ciambella. Il nome rimanda alla cicerchia, legume tipico dell’Italia centrale, a cui queste palline assomigliano per forma. Anche qui compaiono farina, uova, zucchero, burro, mistrà e scorza di limone.
È uno di quei dolci che si mettono al centro della tavola e di cui “uno tira l’altro”: la classica teglia che a metà serata è già misteriosamente vuota.
Castagnole umbre e frittelle umbre
Le castagnole umbre sono piccole sfere fritte che ricordano gli strufoli, ma in versione più piccola, spesso passate nell’alchermes e nello zucchero. In molte zone le troverai anche come frittelle umbre di Carnevale: l’impasto può essere leggermente più morbido, raccolto a cucchiaiate nell’olio bollente.
Se ti offrono un vassoio di “frittelle”, in Umbria, probabilmente è Carnevale e ti conviene non contarle. È uno di quei casi in cui la matematica è nemica della felicità.
Frappe umbre e altre dolcezze
Le frappe umbre (parenti delle chiacchiere) sono sfoglie sottili, fritte e poi spolverate di zucchero, che in alcune versioni vengono profumate con alchermes. A completare il quadro ci sono dolci come la crescionda spoletina, scura e umida grazie a cacao e amaretti, che il portale turistico regionale collega proprio al periodo di Carnevale.
Ricette passo passo: strufoli, cicerchiata e frappe umbre
Ora che conosci i protagonisti, entriamo in cucina. Ti propongo tre ricette di piatti dell’Umbria a Carnevale facili da riprodurre.
Strufoli umbri
Ingredienti (circa 6 persone)
- 8 uova
- 8 cucchiai di olio extravergine d’oliva
- 8 cucchiai di zucchero
- 16 cucchiai di farina (circa 250–270 g)
- 1 bicchierino di mistrà o altro liquore all’anice
- Scorza grattugiata di 1 limone non trattato
- 1 cucchiaino di lievito per dolci
- Vaniglia (facoltativa)
- Miele e/o zucchero + alchermes per guarnire
- Olio di semi per friggere
Procedimento (circa 30 minuti + riposo)
- In una ciotola monta leggermente le uova con lo zucchero.
- Aggiungi olio, mistrà, scorza di limone e vaniglia, mescolando bene.
- Unisci farina e lievito setacciati, poco alla volta, finché ottieni un impasto morbido ma lavorabile.
- Copri e lascia riposare 20–30 minuti.
- Stacca piccoli pezzi di impasto, forma cordoncini e ricava palline grandi poco più di una nocciola.
- Friggi in olio caldo ma non fumante, poche alla volta, finché sono dorate.
- Scola su carta da cucina.
- In un pentolino scalda il miele (o prepara una miscela di zucchero e alchermes), versa gli strufoli e mescola per ricoprirli bene.
- Sistema su un vassoio, aggiungi zuccherini se ti va e servi tiepidi o a temperatura ambiente.
Consiglio dello chef: se vuoi un gusto ancora più “umbro”, usa un miele locale (ad esempio millefiori di montagna) e un mistrà artigianale della regione.
Cicerchiata umbra
Ingredienti (stampo da ciambella medio)
- 300 g di farina 00
- 2 uova
- 40 g di zucchero
- 25 g di burro morbido
- 25 g di mistrà o altro liquore all’anice
- Scorza grattugiata di 1/2 limone
- 1 pizzico di sale
- Olio di semi per friggere
- Circa 200 g di miele (a piacere) per legare le palline
- Confettini colorati per decorare
Procedimento (circa 45 minuti + riposo)
- Impasta farina, zucchero, burro, uova, mistrà, scorza di limone e sale fino a ottenere un impasto liscio.
- Forma una palla, copri e fai riposare 20–30 minuti.
- Ricava dei cordoncini sottili e taglia tante piccole palline, grandi come ceci.
- Friggi le palline in olio caldo finché sono dorate, poi scolale su carta assorbente.
- In una casseruola scalda il miele fino a renderlo fluido, aggiungi le palline e mescola delicatamente.
- Versa il composto in uno stampo da ciambella leggermente imburrato o su un piatto, formando una corona.
- Cospargi con confettini colorati e lascia raffreddare completamente prima di servire.
Curiosità: secondo la tradizione, ogni pallina richiama le antiche cicerchie, legumi poveri che hanno sfamato l’Umbria contadina per secoli.
Frappe umbre di Carnevale
Ingredienti (2 teglie grandi)
- 300 g di farina 00
- 2 uova
- 40 g di zucchero
- 30 g di burro fuso
- 30 ml di vino bianco secco
- 20–30 ml di alchermes
- 1 pizzico di sale
- Olio di semi per friggere
- Zucchero a velo per finire
Procedimento (circa 40 minuti + riposo)
- Impasta farina, zucchero, uova, burro, vino, alchermes e sale fino a ottenere un panetto sodo e liscio.
- Avvolgi nella pellicola e fai riposare almeno 30 minuti.
- Stendi l’impasto molto sottile con mattarello o macchina per la pasta.
- Taglia strisce rettangolari o rombi, incidendo il centro con un taglio verticale.
- Friggi poche frappe per volta, girandole a metà cottura: devono gonfiarsi e diventare dorate.
- Scola su carta da cucina e, una volta fredde, spolvera abbondantemente con zucchero a velo.
Consiglio pratico: se ami il colore, puoi spruzzare un filo di alchermes sulle frappe già cotte: diventeranno leggermente rosate, come in alcune tradizioni umbre.
Abbinamenti vino/cibo per i piatti dell’Umbria a Carnevale
L’Umbria è una regione di vini importanti: Montefalco Sagrantino DOCG, Torgiano Rosso Riserva, Orvieto DOC, Grechetto e molte altre denominazioni raccontano colline, borghi e cantine. E i dolci di Carnevale sono una scusa perfetta per un piccolo viaggio nel bicchiere.
- Strufoli umbri e cicerchiata: l’impasto ricco e il miele si sposano bene con un Montefalco Sagrantino Passito o con un vin santo umbro. La dolcezza e la struttura sostengono fritto e aromi di agrumi.
- Castagnole umbre e frittelle umbre: prova un Orvieto DOC in versione abboccata o un Grechetto morbido: la freschezza pulisce il palato, la nota fruttata accompagna l’alchermes.
- Crescionda spoletina: il cacao e gli amaretti possono reggere un vino passito ambrato o un muffato umbro, se ami abbinamenti importanti.
- Piatti salati delle osterie di Carnevale (come zuppe di legumi, primi al ragù o carni in umido) trovano un partner naturale nei rossi umbri strutturati, dal Sagrantino ai blend a base Sangiovese.
Carnevale, sagre e osterie: dove assaggiare questi piatti
Se puoi, vivi i piatti tipici di Carnevale in Umbria direttamente sul posto. In inverno i borghi si accendono con coriandoli, maschere e taverne che profumano di sughi lenti e dolci fritti.
Carnevale di Sant’Eraclio (Foligno)
Uno degli appuntamenti più noti è il Carnevale di Sant’Eraclio, vicino Foligno, conosciuto come “Carnevale dei Ragazzi”. Oltre alle sfilate di carri e gruppi mascherati, la manifestazione è famosa per la sua osteria, dove si servono piatti della tradizione umbra.
Nel menù compaiono antipasti a base di paté di fegato, primi piatti di pasta fresca e secondi stufati, proposti come “specialità della tradizione culinaria umbra” in ambienti che ricordano le vecchie taverne di paese. È il posto giusto per assaggiare, oltre ai dolci, anche il lato salato del Carnevale.
Altri carnevali e mercati locali
In tutta la regione, da Perugia a Spoleto, passando per la Valnerina, Carnevale è tempo di forni e pasticcerie pieni di strufoli, cicerchiata, crescionda e frappe. Nei mercati rionali compaiono banchi che vendono dolci fritti ancora tiepidi, moltiplicando il profumo di miele in piazza.
Per organizzare un weekend a tema puoi costruire un piccolo itinerario “goloso” e abbinarlo a visite a cantine e frantoi. Un’idea potrebbe essere:
- giorno 1: Perugia e i dolci di Carnevale in città;
- giorno 2: Foligno e Sant’Eraclio con osteria del Carnevale;
- giorno 3: Spoleto, crescionda e passeggiata tra vicoli e colline.
Domande frequenti sui piatti umbri di Carnevale
- Quali sono i principali piatti dell’Umbria a Carnevale?
- I più tipici sono strufoli umbri, cicerchiata, castagnole, frappe umbre, oltre alla crescionda spoletina e ai ravioli dolci ripieni di ricotta e spezie.
- Che differenza c’è tra strufoli umbri e castagnole?
- Gli strufoli, tipici dell’area perugina, sono palline più grandi e morbide, spesso immerse nel miele. Le castagnole umbre sono più piccole, simili a castagne, e di solito vengono irrorate con alchermes e cosparse di zucchero.
- Posso preparare i dolci umbri di Carnevale al forno?
- Alcune versioni di castagnole e frappe umbre si possono cuocere in forno, ma la tradizione regionale resta legata alla frittura in olio (un tempo nello strutto), soprattutto per strufoli e cicerchiata.
- Che vino abbino ai dolci umbri di Carnevale?
- Strufoli e cicerchiata amano i passiti, come il Montefalco Sagrantino Passito. Frappe e castagnole stanno bene con Orvieto DOC abboccato o con un Grechetto morbido e aromatico.
- Dove assaggiare i piatti tipici del Carnevale umbro?
- Oltre alle pasticcerie, cerca osterie di Carnevale e taverne allestite per le feste, come quelle del Carnevale di Sant’Eraclio vicino Foligno, dove il menù valorizza la cucina umbra tradizionale.
Porta il Carnevale umbro nella tua cucina
Se chiudi gli occhi e pensi all’Umbria a febbraio, forse vedi una teglia di strufoli umbri lucidi di miele, una cicerchiata a forma di ciambella e un piatto di frappe umbre che scricchiolano sotto i denti. Ogni dolce racconta un Carnevale fatto di famiglie strette attorno al tavolo, di feste di paese, di osterie piene di voci.
Prova a scegliere almeno una delle ricette che hai letto qui, magari gli strufoli o la cicerchiata, e trasformare un pomeriggio qualunque in una piccola festa. Se ti va, racconta nei commenti quali piatti dell’Umbria a Carnevale hai provato, quali ti ricordano la tua infanzia o un viaggio speciale. Condividi questo articolo con chi ama viaggiare mangiando, e se vuoi altre idee di ricette di Carnevale regionali e itinerari italiani, iscriviti alla newsletter di Viaggio e Mangio: sarà come avere ogni settimana un amico che ti sussurra all’orecchio dove andare e cosa assaggiare.
