A Torino l’aperitivo ha il rumore dei bicchieri sul marmo, il profumo delle botaniche e la forma triangolare di un tramezzino appena scelto dal banco. Nel 2026 questo rito quotidiano acquista un significato speciale: il vermouth torinese compie 240 anni, mentre il tramezzino celebra il suo primo secolo. È il momento giusto per ripercorrerne la storia attraverso Piazza Castello, la Galleria Subalpina e i caffè dove bere e mangiare restano gesti di autentica cultura urbana.
Due anniversari per l’aperitivo torinese
Il 2026 mette insieme due date capaci di raccontare Torino meglio di una lunga lista di specialità. Nel 1786 Antonio Benedetto Carpano elaborò in città la formula destinata a segnare la storia moderna del vermouth. Nel 1926, al Caffè Mulassano, Angela Demichelis Nebiolo preparò lo spuntino che sarebbe diventato il tramezzino.
Tra le due invenzioni passano 140 anni, ma il loro incontro appare naturale. Il vermouth apre l’appetito attraverso vino, erbe e spezie; il tramezzino accompagna il bicchiere senza trasformare l’aperitivo in una cena completa. Insieme restituiscono l’idea di una pausa elegante ma non rigida, breve oppure prolungata dalla conversazione.
I due anniversari sono stati celebrati anche attraverso degustazioni dedicate alla storia e all’attualità dell’aperitivo torinese. Non si tratta soltanto di nostalgia: vermouth e tramezzino continuano a essere interpretati da produttori, bartender e locali contemporanei.
Come nasce il vermouth a Torino
La storia moderna del vermouth torinese comincia nel 1786 nella bottega di Antonio Benedetto Carpano, situata nei pressi del Palazzo Reale. La formula univa vino, erbe e spezie, sviluppando una tradizione già conosciuta di vini aromatizzati e trasformandola in un prodotto destinato a viaggiare ben oltre il Piemonte.
Il nome è legato al termine tedesco “Wermut”, utilizzato per indicare l’assenzio, una delle botaniche centrali nella produzione. Nel bicchiere, però, non trovi una sola erba: ogni ricetta costruisce un equilibrio tra componenti amare, speziate, floreali, agrumate e dolci.
Il Vermouth di Torino è oggi una denominazione geografica tutelata. Nel 2025 è stato riconosciuto ufficialmente il Consorzio di Tutela del Vermouth di Torino IGP, rafforzando la protezione di un prodotto che non può essere ridotto alla generica indicazione “vermouth”.
Quando ordini, chiedi quindi quale etichetta viene servita e se appartiene alla denominazione Vermouth di Torino. È un modo semplice per trasformare l’aperitivo in un assaggio consapevole.
Il tramezzino inventato a Piazza Castello
La seconda storia comincia al Caffè Mulassano, in Piazza Castello. Il locale era stato trasferito qui nel 1907 e nel 1926 era gestito dai coniugi Nebiolo, rientrati dagli Stati Uniti. Angela Demichelis Nebiolo utilizzò il pane morbido senza crosta per preparare un piccolo sandwich pensato inizialmente per accompagnare l’aperitivo.
All’interno del locale una targa conserva una frase precisa: “Nel 1926, la signora Angela Demichelis Nebiolo, inventò il tramezzino”. Il nome fu legato in seguito a Gabriele D’Annunzio, che preferì la parola italiana al termine inglese “sandwich”.
Il tramezzino torinese nasce dunque come cibo di mezzo: abbastanza ricco da sostenere il bicchiere, ma non tanto impegnativo da sostituire necessariamente la cena. Pane soffice, farcitura distribuita fino ai bordi e formato compatto sono ancora i suoi caratteri più riconoscibili.
Il Caffè Mulassano e la storia del tramezzino sono il punto da cui iniziare un percorso nel centro di Torino. Orari, disponibilità e gusti presenti al banco devono essere controllati direttamente.
Un percorso tra i caffè storici
Prima tappa in Piazza Castello
Comincia nel tardo pomeriggio da Piazza Castello. Al Caffè Mulassano entra prima di ordinare con gli occhi: il locale misura appena trentuno metri quadrati e concentra specchi, legno, bronzo e ottone in uno spazio raccolto. Guarda il banco dei tramezzini e chiedi quali farciture siano disponibili quel giorno.
Per un primo assaggio scegli un gusto leggibile, senza troppe componenti. Se preferisci una versione più caratteristica, l’offerta può comprendere farciture legate all’aragosta, al tartufo o alla bagna cauda. La disponibilità non è garantita e va verificata al momento.
Seconda tappa nella Galleria Subalpina
Da Piazza Castello entra nella Galleria Subalpina. Il passaggio coperto conduce verso Piazza Carlo Alberto e conserva quell’atmosfera ottocentesca fatta di vetrine, ferro, vetro e luce filtrata che appartiene alla Torino dei caffè.
All’ingresso della galleria trovi Baratti & Milano, attività nata nel 1858 e presente nella sede storica dal 1873. È una tappa utile per comprendere quanto pasticceria, cioccolato, caffè e aperitivo abbiano condiviso gli stessi salotti urbani. Non devi necessariamente ordinare a ogni fermata: osservare gli ambienti fa parte del percorso.
Se vuoi dedicare un’altra giornata a questa anima golosa della città, continua con l’itinerario nella Torino del cioccolato tra bicerin e gianduiotti.
Terza tappa lungo Via Po
Tornando verso Piazza Castello, imbocca Via Po e raggiungi il Caffè Fiorio. Aperto lungo uno degli assi porticati più riconoscibili della città, fu frequentato da figure della politica risorgimentale come Cavour, Rattazzi e D’Azeglio.
Qui puoi concentrare l’assaggio sul vermouth, chiedendo prima quali produttori e stili siano disponibili. Orari, servizio di aperitivo e carta delle bevande possono cambiare: una verifica il giorno della visita evita di costruire il percorso su informazioni superate.
Come degustare il vermouth
Per capire cosa stai bevendo, assaggia il vermouth prima in purezza. Può essere servito freddo, con o senza ghiaccio, eventualmente accompagnato da una scorza di limone o arancia. Evita di aggiungere subito soda o altri ingredienti: il primo sorso deve permetterti di riconoscere dolcezza, componente amara e profilo aromatico.
Porta il bicchiere al naso senza agitarlo con forza. Cerca prima le note più immediate, come agrumi, spezie o erbe; poi assaggia una piccola quantità. Non esiste un unico sapore “giusto”: Rosso, Bianco, Dry ed Extra Dry possono esprimere equilibri molto diversi, così come cambiano le ricette dei produttori.
Soltanto dopo puoi provare il vermouth in miscelazione. Chiedi al bartender quale etichetta viene utilizzata e perché: il vermouth non dovrebbe scomparire nel cocktail, ma contribuire al suo equilibrio.
Come scegliere il tramezzino
Il tramezzino deve accompagnare senza coprire completamente il bicchiere. Con un vermouth morbido e speziato puoi provare una farcitura sapida; con uno stile più secco può funzionare un ripieno cremoso, capace di ammorbidire la componente amara.
Non serve ordinare molti gusti insieme. Scegline uno, assaggia il vermouth prima e dopo il morso e osserva cosa cambia: la dolcezza può apparire più evidente, l’amaro può diventare più gentile oppure la farcitura può risultare eccessivamente dominante.
Questa piccola prova racconta più di un buffet affollato. L’aperitivo storico torinese non punta alla quantità, ma all’equilibrio tra bevanda, stuzzichino e conversazione.
Cosa sapere prima di partire
- Orari: controlla apertura e servizio di aperitivo dei singoli locali il giorno della visita.
- Prenotazioni: i caffè storici possono avere pochi tavoli; verifica se accettano prenotazioni.
- Prezzi: consulta menu e costo del servizio al tavolo prima di ordinare.
- Alcol: alterna ogni assaggio con acqua e non guidare dopo aver bevuto.
Gli errori da evitare
Il primo errore è ordinare “un vermouth” senza chiedere produttore, stile e modalità di servizio. Rosso, Bianco e Dry non sono varianti intercambiabili e due etichette della stessa categoria possono risultare molto diverse.
Il secondo è confondere l’aperitivo con un buffet illimitato. Se vuoi comprendere il rito torinese, punta su pochi assaggi scelti con attenzione. Un tramezzino ben preparato e un bicchiere servito correttamente valgono più di un piatto riempito senza criterio.
Evita anche di voler consumare in tutti i caffè storici. Il percorso deve restare sostenibile: visita gli ambienti, scegli una o due soste effettive e lascia tempo alla passeggiata sotto i portici.
Infine, non dare per scontato che un locale storico proponga sempre lo stesso menu. Gestione, disponibilità, orari e carta del vermouth possono cambiare e devono essere verificati prima della partenza.
Domande frequenti
Il vermouth si beve soltanto nei cocktail?
No. Puoi assaggiarlo in purezza, freddo, con o senza ghiaccio e con una scorza di agrume. È il modo più immediato per riconoscerne il profilo.
Dove è nato il tramezzino?
Il tramezzino fu inventato nel 1926 da Angela Demichelis Nebiolo al Caffè Mulassano di Piazza Castello, a Torino.
Quanto tempo richiede il percorso?
Calcola circa due ore, comprese due soste e la passeggiata tra Piazza Castello, Galleria Subalpina e Via Po. I tempi aumentano nei weekend affollati.
Torino raccontata tra un sorso e un morso
L’aperitivo torinese non vive soltanto negli arredi eleganti o nelle date da ricordare. Continua ogni volta che un bicchiere di vermouth incontra un tramezzino e il tempo prima di cena smette di essere una semplice attesa. Nel 2026, i 240 anni del vermouth e il secolo del tramezzino invitano a riscoprire questo equilibrio con maggiore curiosità.
Per completare il weekend gastronomico, la mattina successiva entra nella Torino più quotidiana con la guida a Porta Palazzo e al suo grande mercato.
